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Uragani in America

Ogni volta che alcuni Stati USA vengono colpiti da violenti Tornado che in genere causano morti, dispersi e feriti, ci chiediamo come mai gli americani costruiscano case così deboli in legno anche nella Tornado Vallery, nonostante questa sia la zona con più alta frequenza di Tornado e con venti fino a 350Km/h nei casi più violenti ed estremi.

In realtà gli americani potrebbero benissimo farsi una domanda analoga ogni volta che l’Italia viene colpita da un terremoto; potrebbero infatti domandarsi come mai in Italia vengono costruite case che cadono anche con scosse di magnitudo 5.5 nonostante siamo perfettamente coscienti di vivere in un Paese ad alto rischio sismico.

A prescindere dal fatto che venti forti come quelli della Tornado Valley distruggerebbero allo stesso modo anche le abitazioni in muratura (basta ricordare i tetti completamente scoperchiati ad Acireale il 5/11/2014 con un evento di gran lunga meno estremo) facciamo un po’ di chiarezza sulla loro tipologia di costruzione che rimane invariata da oltre 500 anni. Costruiscono infatti con telaio portante in legno massiccio.

Nonostante in Italia non siamo pionieri di queste tipologie di costruzioni in legno, ed avendo tanti tipi di telai simili anche a quelli americani, li sottovalutiamo preferendo le case in X-lam.

La risposta di tecnici, costruttori e di enti certificatori è sempre molto vaga e confusa.

L’X-lam è un sistema di costruzione molto recente, che si è rapidamente diffuso nelle zone del Centro e Nord Europa, dove, a differenza dell’Italia, il clima è più costante e secco. In Italia infatti abbiamo zone molto umide e con forti sbalzi termici tra notte e giorno. La tenuta di questo tipo di soluzioni è solamente affidata agli incollaggi; personalmente le chiamo case di colla, anche se molti le considerano in bioedilizia.
Il punto fondamentale è che non esiste una normativa di produzione per questo tipo di pannellature, come ad esempio la en 14080, che norma la produzione di travi in legno lamellare, o la en 14081 per il legno massiccio strutturale. In parole povere si può facilmente “certificare” in modo furbo che le colle non contengono formaldeide e che i pannelli siano traspiranti. La regolamentazione europea prevede che ogni parte strutturale in legno venga trattata con due mani di impregnante o, ancora meglio, ad immersione; io, nella mia vita lavorativa, non ho mai visto un procedimento X-lam trattato in ogni suo punto.

In verità un ente privato di controllo strutturale esiste. Le verifiche di conformità dei pannelli X-lam variano in base al tipo di documento (CIT o ETA) comunque riguardano esclusivamente l’incollaggio strutturale.

Personalmente ho forti dubbi sulla reale traspirabilità del prodotto e sulla durata della colla che contiene formaldeide, componente dichiarato cancerogeno. Anche utilizzando le colle poliuretaniche, si potrebbero avere problemi di salute.
Queste colle sono forti all’inizio, ma i movimenti termici del legno ed il tempo le deteriorano? Vi siete mai domandati cosa succederebbe dopo, dal momento che questi pannelli si sostengono esclusivamente con la colla?
Mi domando anche; come mai in America non è utilizzata questa tipologia di costruzione, nonostante siano realmente pionieri di costruzioni in legno?

Con questo aneddoto vi lascio, sperando di rendere bene l’idea del movimento del legno. Un tempo esisteva solamente un metodo per spaccare grandi massi di marmo; si praticava un foro di qualche centimetro al centro della pietra, si riempiva d’acqua e ci si contrastava un puntello di legno di abete essiccato. Quando il legno si gonfiava, era così forte da spaccare il marmo in due pezzi.